La Romania ha prorogato le misure di sicurezza energetica perché la portata eccezionalmente bassa del Danubio mantiene ferma la centrale nucleare di Cernavodă. In condizioni normali i due reattori forniscono circa un quinto dell'elettricità nazionale, ma per funzionare in sicurezza hanno bisogno di acqua sufficiente per il raffreddamento.
Per ottobre il governo prevede una domanda serale fino a 8.000 MW. Le previsioni indicano inoltre poche piogge e molta nuvolosità, con minore contributo di idroelettrico e fotovoltaico. La fascia più delicata è tra le 18 e le 22, quando i consumi aumentano mentre la produzione flessibile disponibile è ridotta.
Il governo ha quindi approvato misure temporanee e incaricato il gestore Transelectrica di mantenere l'equilibrio attraverso produzione aggiuntiva, importazioni o riduzione della domanda quando necessario. La decisione non dispone interruzioni generalizzate per le famiglie. La Romania non è quindi in un blackout nazionale: sta gestendo una situazione tesa per impedire che diventi una crisi.
Il problema centrale resta il Danubio. Il livello del fiume è eccezionalmente basso da mesi. Entrambe le unità di Cernavodă sono state arrestate in modo controllato durante l'estate. Sono stati predisposti lavori sul fiume e interventi tecnici per migliorare il livello alla presa di raffreddamento, ma le previsioni non offrono una prospettiva affidabile di riavviare nemmeno un reattore in ottobre.
Conta anche la situazione regionale. Se più paesi hanno contemporaneamente poca produzione idroelettrica, domanda elevata o centrali indisponibili, le importazioni diventano più difficili e costose. Un deficit nazionale non può sempre essere compensato acquistando energia dai vicini. Per questo gli operatori controllano interconnessioni e riserve regionali.
Per le famiglie, il caso mostra che una carenza elettrica può annunciarsi per settimane: livelli bassi dei fiumi, minore produzione, previsioni meteorologiche e avvisi degli operatori sono segnali utili. È il momento giusto per caricare power bank, controllare torce e batterie, integrare acqua e alimenti conservabili e preparare le apparecchiature essenziali.
Lo stato di allerta non significa che un blackout sia imminente. Le misure servono proprio a ridurre tale rischio. La lezione pratica è che l'elettricità dipende da acqua, meteo, centrali, reti, importazioni e domanda. Quando più fattori peggiorano insieme, il margine di sicurezza diminuisce.
La Romania dimostra quindi quanto acqua ed elettricità possano essere collegate. Una siccità prolungata può mettere sotto pressione anche un sistema con energia nucleare. Prepararsi non significa allarmarsi, ma riconoscere per tempo quando il sistema ha meno riserve del normale.
Fonti: Governo della Romania, TVR Info, Nuclearelectrica e Reuters. Aggiornato: 2 ottobre 2026.
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02.10.2026
Romania, allerta energetica prorogata: Cernavodă resta ferma
Il basso livello del Danubio mantiene Cernavodă fuori servizio e la Romania prolunga le misure temporanee di sicurezza.