Nella notte tra il 29 e il 30 settembre 2026 la Russia ha effettuato, secondo le autorità ucraine, un grande attacco combinato con missili e droni contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Kyiv e la regione circostante sono state tra le aree più colpite. Reuters e Associated Press hanno riferito il 30 settembre di impianti energetici danneggiati, interruzioni di corrente e ulteriori limitazioni della rete. Per le famiglie l’episodio è rilevante perché mostra come il danno a singoli impianti possa influire rapidamente su più servizi essenziali.
Il primo ministro ucraino Serhii Koretskyi ha dichiarato che sono stati colpiti impianti energetici a Kyiv, nella regione di Kyiv e in altre zone del paese. Ha definito l’attacco il primo di questa portata contro il sistema energetico dalla fine della precedente stagione di riscaldamento. Le autorità ucraine hanno segnalato al mattino blackout in parti di Kyiv e nelle regioni di Dnipropetrovsk, Donetsk, Sumy e Kharkiv. Sono stati inoltre riferiti danni alla centrale termoelettrica di Trypillia.
La società elettrica DTEK ha comunicato di aver ripristinato la corrente a oltre 8.000 clienti sulla riva sinistra di Kyiv dopo i danni alle infrastrutture. Le squadre hanno continuato le riparazioni. In prima serata la situazione si è nuovamente aggravata: su ordine del gestore di trasmissione Ukrenergo sono stati introdotti distacchi di emergenza in parti di Kyiv e nelle regioni di Kyiv, Chernihiv e Zhytomyr. Come causa immediata è stato indicato il sovraccarico di apparecchiature dopo gli attacchi.
Più tardi, a Kyiv i distacchi di emergenza sono stati revocati e sostituiti da interruzioni programmate. La differenza è importante. Un distacco di emergenza può avvenire senza preavviso e non segue un normale calendario. Le interruzioni programmate di stabilizzazione permettono invece alle famiglie di organizzare almeno una parte della giornata. Le autorità hanno invitato a seguire le informazioni ufficiali dei distributori locali e a usare l’elettricità con moderazione quando disponibile.
Gli effetti non riguardano soltanto luci e prese. A Kyiv è stato avvertito che, in assenza di corrente, la pressione dell’acqua ai piani alti può diminuire o mancare. Anche trasporto pubblico, ascensori, comunicazioni mobili, refrigerazione e altri sistemi elettrici possono subire conseguenze. Un blackout regionale può quindi diventare molto più di un semplice problema elettrico.
Va considerata anche la versione russa. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che tra gli obiettivi vi erano impianti energetici nella regione di Kyiv che, secondo Mosca, erano utilizzati per la produzione militare. Indipendentemente da questa giustificazione, operatori e autorità ucraine hanno confermato danni alle infrastrutture energetiche e conseguenti interruzioni del servizio.
Per la preparazione domestica la lezione è concreta. In un’area con fornitura instabile non basta una torcia. Servono telefoni e powerbank carichi, acqua potabile, un piano per pompe elettriche o ascensori, illuminazione sicura e informazioni aggiornate dal gestore di rete. Se i distacchi di emergenza vengono sostituiti da interruzioni programmate, le ore con corrente vanno sfruttate per ricaricare dispositivi, accumulare acqua e svolgere le attività necessarie.
L’attacco del 30 settembre non ha causato un blackout totale nazionale. Ha però mostrato come impianti danneggiati, sovraccarichi e lavori di riparazione possano cambiare il regime delle interruzioni nel giro di poche ore. Le famiglie dovrebbero quindi prepararsi non solo a un grande blackout, ma anche a interruzioni più brevi, ripetute e difficili da prevedere.
Fonti: Reuters; Associated Press; DTEK; Ukrenergo e Ministero dell’Energia ucraino tramite Ukrinform e Ukrainska Pravda. Aggiornamento: 1 ottobre 2026.
Attualità
Generale
01.10.2026
Ucraina: grande attacco agli impianti energetici provoca distacchi d’emergenza a Kyiv
Un grande attacco con missili e droni ha danneggiato impianti energetici ucraini il 30 settembre. Kyiv e diverse regioni hanno subito blackout e distacchi d’emergenza.